La scelta di diventare nomadi digitali non è per tutti (fortunatamente), non è condivisa da tutti ma è molto chiacchierata. Vediamo cosa ci ha spinto a fare questo passo e cosa ci ha ispirato:

1. Qualità della vita

Riteniamo che la qualità della vita sia il risultato delle scelte che si fanno tutti i giorni. Se non ci si vuole solo lamentare, c’è bisogno di prendere le redini di ciò che ci accade e fare le giuste mosse per dare vita al cambiamento. Che sia la situazione economica, quella sentimentale o lavorativa, quello che otteniamo è quasi solo frutto del nostro modo di essere. Migliorare la qualità della vita può voler dire qualcosa di diverso per ognuno di noi. Per me e Marta vuol dire essere noi stessi il più tempo possibile e non dover sottostare agli stereotipi o modelli stabiliti da altri. La nostra vita di qualità è più semplice, è più lenta, più ricca di ossigeno e meno di affanno. E’ più a contatto con la terra e quello che ci circonda, non ha confini ed è costruita per alimentare la nostra curiosità e voglia di imparare.

2. Più orizzonti e meno cemento

Io sono cresciuto in una metropoli come Roma, Marta è nata tra i palazzi sovietici dell’era comunista Polacca… Se c’è una cosa che non sopportiamo è la presenza del cemento. Quando si va a dormire non c’è cosa più bella che poter osservare l’orizzonte in mezzo alla natura. Esprime un senso di appartenenza alla terra, alla natura e ai bioritmi che questa scandisce ogni giorno. Vedere un alba o un tramonto è la più grande ricarica di energia che il nostro corpo e la nostra mente è in grado di percepire. Per troppi anni abbiamo dovuto ritagliare del tempo (sempre troppo poco) per scappare lontano dalla città e poter sentirci “into the wild”. Abbiamo bisogno di orizzonti, di quadri disegnati e incorniciati dalla natura.

3. Il viaggio

La vita di tutti noi è un grande viaggio e dentro di esso c’è l’essenza dell’esplorazione. Qualcuno diceva che non è la destinazione, ma il percorso per raggiungerla che conta e noi non vogliamo fermarci mai di fare quel percorso. La nostra destinazione potrà essere solo la fine della vita e del nostro viaggio, nel frattempo abbiamo bisogno di conoscere, vedere, imparare, comprendere, osservare, crescere, sbagliare, migliorare… Senza tutto questo non può esserci il viaggio e con esso la vita. Il viaggio è una bellissima metafora dell’esistenza e anche con tutte le difficoltà che essa può riservarci, è la cosa più bella che abbiamo. Non possiamo sprecarla!

4. Il tempo

Il tempo è la cosa con maggior valore nella nostra vita. Per il viaggio c’è bisogno del tempo e più tempo abbiamo, più potremo riempirlo di esperienze. La vita frenetica in cui ci trovavamo ha sempre soffocato il nostro bisogno di esplorazione e quando manca il tempo per se stessi, si corre il rischio di trascurare cose importanti. Si trascurano le persone, gli affetti, la salute, la cultura. Ci si trova incastrati nella nostra routine per sopravvivere un giorno di più, mentre calpestiamo noi stessi e quelli che ci passano accanto. Avere tempo significa essere liberi, non essere più schiavi e poter fare le scelte secondo i propri principi.  Il tempo è denaro, ma non solo nell’accezione più economica del suo significato, anche nel valore di ogni secondo che ne scandisce il ritmo. Siamo sicuri che quando saremo anziani non sarà mai stato abbastanza, ma prendere il controllo del tempo il prima possibile è stata la chiave del nostro benessere o se vuoi chiamarla: felicità.

5. La visione del mondo del lavoro

Il lavoro è una parte importante per la nostra vita. Sia io che Marta diamo importanza al lavoro molto di più di quanto vediamo intorno a noi. E’ uno dei fondamenti della nostra vita e di quello che ci hanno insegnato le nostre famiglie. Veniamo da contesti completamente opposti e il fatto di incontrarci nella stessa azienda multinazionale ci ha messo nelle stesse condizioni di filosofia del lavoro. L’impegno e la dedizione che “vendiamo” ai nostri clienti ha da sempre caratterizzato i nostri risultati, ma nel tempo ci siamo accorti che molto spesso la grande professionalità o la competenza viene utilizzata per un proprio tornaconto immediato e mai valorizzata nel modo giusto. Amiamo l’Italia ma questo è in assoluto uno dei paesi più complicati al mondo per il lavoro. Abbiamo visto tanti talenti sprecati e tante ingiustizie lungo il nostro percorso e il fatto di doverli accettare sempre a testa basta è stata la cosa più difficile da spiegare a se stessi. Per questo motivo abbiamo intrapreso l’attività professionale in proprio, per poter rendere solamente a noi, delle nostre scelte e delle nostre strategie. Abbiamo capito che bisogna inquadrare dei limiti e non permettere a nessuno di oltrepassarli. Il nostro mondo del lavoro è basato sui risultati, sulla soddisfazione del cliente e sulla competenza, sul rispetto dei ruoli e del know-how. Siamo totalmente contro l’improvvisazione del modello “ammiocuggino” (divenuto tanto di moda nell’era del digitale)  e pretendiamo che ognuno faccia il suo dovere con dedizione e professionalità, sempre!

6. Costruire esperienze

Diventare nomadi digitali e viaggiare senza dubbio ci da modo di fare molte più esperienze di vita di quelle che ci permetteva la vita sedentaria. Da un certo punto di vista è così già solo per il fatto che ci si sposta e si naviga ogni giorno in acque sconosciute, ma l’altro aspetto da non sottovalutare è la predisposizione mentale che si ha quando si viaggia. Io sono il primo che cambia completamente approccio a tutto ciò che mi accade, quando sono in viaggio rispetto alla vita del passato. Sono più aperto all’esperienze, all’ascolto di chi ruota intorno a me e sono sempre pronto ad affrontare qualcosa di ignoto che non conosco. In qualche modo quella che in passato era la paura del non controllo, durante la vita nomade si trasforma nel fascino dell’esperienza che porta sempre un insegnamento e una crescita. Sono quelle sfide che si affrontano nella quotidianità che contribuiscono al modellamento del nostro essere.

7. Imparare dalla diversità

Viaggiare apre gli occhi e dilata la mente. Fare e vedere sempre le stesse cose è uno di quei comportamenti che ci intossica terribilmente, perché annebbia il nostro giudizio che valuta ciò che facciamo come il giusto e il normale. Non c’è cosa più sbagliata! Mettere in gioco se stessi e le proprie certezze è una filosofia di crescita personale. Viaggiare vuol dire osservare persone e culture diverse dalla nostra, vuol dire condividere pensieri con il prossimo anche se non condivide le nostre usanze e i nostri pensieri. Mettersi nei panni dell’altro è un esercizio di grande aiuto per comprendere i vari punti di vista che portano a fare una scelta o a condividere un opinione. Imparare da tutto ciò che è diverso da noi è qualcosa che ci arricchisce tantissimo e forse uno degli aspetti più belli e più affascinanti dell’essere nomadi e poter calpestare terre così lontane dal nostro orticello.

8. Ridurre il nostro impatto ambientale

Possibile ridurre l’impatto ambientale della propria presenza anche guidando un camion euro 3  che consuma come una spugna? La risposta è assolutamente si, perché ciò che distrugge il nostro pianeta è lo spreco. L’umanità usa risorse ed energia per vivere e non può esimersi dal farlo, ma sprecarle è il più grande errore che ognuno di noi può fare. Il minimalismo e l’economia circolare sono la nostra risposta. Nel tempo abbiamo compreso che non basta avere una macchina elettrica per vivere in modo green, ma bisogna modificare tanti aspetti della vita di tutti i giorni. Ridurre gli sprechi ad ogni livello e vivere di cose essenziali aiuta il pianeta molto di più delle emissioni del nostro mezzo di trasporto. Anche se vogliamo girare il mondo il più possibile la nostra media di km percorsi giornalmente sarà simile o inferiore al passato. Lo spazio ridotto in cui viviamo non permette l’accumulo di cose comprate per consumismo o per il gusto di averle. L’essenzialità del nomadismo riduce gli sprechi, così come riduciamo vertiginosamente l’uso di acqua (grande problema del pianeta) e di tutte le risorse che usavamo nella vita di tutti i giorni. Per vivere e lavorare usiamo energia pulita proveniente dal sole e dal riuso di quella prodotta dal motore del nostro mezzo. Infine, la nostra vita da nomadi cerca di ridurre gli sprechi anche nella gestione alimentare, andando ad usare il più possibile prodotti a km 0. Non vogliamo sprecare nulla e siamo consapevoli che ciò vuol dire fare delle rinunce, ma siamo coscienti che ogni piccola goccia può creare un oceano.

9. Uscire dalla comfort zone

Uscire dalla propria zona di comfort è un esercizio di crescita importante per ogni persona. Permette di alzare l’asticella dei propri obiettivi ma anche di comprendere il punto di vista degli altri. Ogni passaggio della vita, anche il più negativo, nasconde un’opportunità. Non si smette mai di imparare e maturare e solo mettendosi in gioco si possono raggiungere i nostri limiti e spostarli in avanti. Per anni abbiamo temuto tutto ciò che era nuovo e non controllabile, ma nel frattempo ci rendevamo conto che la paura dell’ignoto era qualcosa da stravolgere e trasformare per il nostro bene. L’accettazione e la reazione sono di fondamentale importanza in ciò che capita giornalmente. La differenza la fa sempre il modo di reagire. Alcune cose non si possono cambiare, è un dato di fatto, ma saperle domare e cavalcare sono la nostra risposta. Semplicemente abbiamo preso coraggio e deciso di affrontarle senza nasconderci.

10. Esplorare se stessi

Essere in pace con se stessi non è sempre semplice, ma fa parte delle fondamenta per vivere in serenità. La pace interiore richiede accesso ad ogni parte della nostra mente e del nostro essere. Conoscersi, esplorare dentro di se, è alla base dell’accettazione di noi stessi: pregi e difetti. Abbiamo lavorato molto sul prenderci per come siamo e ancora di più nella coppia abbiamo imparato ad apprezzare ogni spigolo dell’altro. Non finiremo mai di conoscerci, di crescere e lo vogliamo fare insieme in questa avventura. Avremo il tempo e l’opportunità di guardarci di più allo specchio (non fisicamente) e continuare a seguire questa filosofia per conquistare sempre di più la nostra felicità.