Poteva essere la fine di un incubo, ma è diventata solo una delle sue tante estensioni. Giovedi 15 Febbraio ci siamo presentati al TUV di Rosenheim per il collaudo tecnico che tanto aspettavamo. Eravamo preoccupati, ma altrettanto fiduciosi che fossimo alla fine di questo allestimento. Invece abbiamo capito immediatamente che poteva andare tutto storto, quando il tecnico è salito su ORSO per iniziare i test e non si metteva più in moto.

Avevamo appena fatto più di mille km senza problemi, ci eravamo svegliati alle 6 del mattino per arrivare per primi al TUV e ci siamo parcheggiati nella fila dei camion. Fin li tutto perfetto… Salgono loro sul mezzo e non funziona più! Sembrava una barzelletta… Dopo un attimo di panico, mi sono infilato la tuta da meccanico e mi sono fiondato sotto la macchina per capire cosa stesse succedendo. Poco dopo ho capito che l’unico problema possibile potesse essere dell’aria nel circuito del diesel. Avevamo più di 40 litri nel serbatoio, ma purtroppo conoscendo il nostro costruttore, mi sono subito immaginato che avesse montato male galleggiante e punto di aspirazione. Morale della favola: per andare con meno peso possibile (visto le cazzate fatte dal costruttore), siamo arrivati al TUV con il serbatoio abbastanza vuoto (cmq 40 litri su 250!!!!) e abbiamo scoperto l’ennesima cazzata fatta dall’innominabile. Il diesel smette di essere pescato quando ancora c’è circa il 5% del liquido. Praticamente abbiamo un autonomia ridotta di almeno 200km.

Mandato Marta con una tanica da 20litri dal benzinaio, io nel frattempo ho smontato i raccordi degli iniettori per spurgare aria e dopo circa un’ora siamo riusciti a far ripartire tutto e a riconsegnare il mezzo agli ingegneri, ma ormai l’ottimismo se ne era andato a quel paese e con lui le speranze di superare indenni il test.

Dopo 45 minuti di prove minuziose e precise, il verdetto: respinti per problemi “gravi”. Ci viene consegnato il documento con tutti i dettagli e il mondo ci crolla nuovamente addosso.

Questa è la lista di cose non in regola che dovremmo risolvere per poterci presentare nuovamente al TUV:

  • I sedili pneumatici presi da un Iveco non possono essere omologati (anche se migliori e più sicuri degli originali)
  • I box sul quale sono imbullonati i sedili non sono omologati e quindi non possono essere utilizzati (anche se più robusti degli originali)
  • La barra para incastro posteriore non è nella posizione richiesta dalla norma, va spostata almeno 20cm più indietro
  • Il porta bici posteriore è troppo spigoloso e pericoloso e va eliminato
  • Il porta pacchi sopra la cabina non può avere i due montanti che proteggono il parabrezza (in quanto non sicuri)
  • Il motorino di regolazione dell’altezza degli anabbaglianti non funziona e va riparato
  • Le testine sulla barra di sterzo sono troppo usurate e vanno cambiate
  • Mancano i catadiottri in corrispondenza delle luci di ingombro
  • Il tergicristallo non funzionava perchè non c’era acqua
  • I fari con lampadine a led non sono ammesse su questo mezzo
  • I parafanghi anteriori vanno estesi per evitare che schizzi e sassi vengano lanciati dalla ruota in corsa
  • I cerchioni GABO 19.5″ non sono omologati e quindi non ammessi

In accordo con Sergio di nonsolocamper, abbiamo deciso di rientrare in Italia, in zona Trento, dove appoggiandoci ad un officina di fiducia, cercheremo di risolvere tutte le problematiche rilevate. Una volta risolti tutti i punti tenteremo nuovamente il collaudo al TUV, sperando che sia l’ultima tappa di questa odissea. Nei prossimi giorni cercheremo di rilassarci un pò e di eliminare più punti possibili di questa lista. Incrociamo le dita…