La mia passione per l’overlanding nasce in Sud Africa dove poco dopo la maggiore età, ho avuto modo di viaggiare insieme ad un amico che aveva parenti nel paese. Fin dalle prime avventure e dai primi safari ho percepito un amore viscerale per il continente Africano. Dopo diversi viaggi fotografici con il 4×4, aumentava in me il desiderio di realizzare un sogno: la transafricana! 

La Trans-Africa è un viaggio iconico che ripercorre le orme di antichi esploratori, per me è stata un esperienza raggiante, piena di scoperte e meraviglie. Il viaggio della vita, dove ho conosciuto me stesso e dove mi sono sentito libero come mai avevo avuto modo di provare.

NgoroLights

NgoroLights – Uno dei miei scatti all’interno del cratere Ngorongoro in Tanzania

L’organizzazione del viaggio

Nel 2010 lavoravo in una grande multinazionale da qualche anno e percepivo intensamente il bisogno di prendermi del tempo per me stesso. Se da un lato ero concentrato nella mia formazione personale nel mondo professionale, dall’altro sentivo di perdere il contatto con la natura e la vita outdoor. Era da un pò di tempo che sognavo di realizzare il mio sogno, ma allo stesso tempo non volevo compromettere l’opportunità lavorativa che mi si era presentata. Così iniziai a cercare la soluzione al mio dilemma e dopo differenti ricerche trovai la risposta giusta: prendermi l’aspettativa. Con la soluzione in testa, il secondo scoglio da superare era quello economico, perché viaggiare per mesi avrebbe certamente richiesto un budget importante. Non possedevo un mezzo adatto e non potevo permettermelo, quindi la scelta fu quella di cercare online.

La scintilla scattò quando incappai nel sito di un azienda Inglese che organizzava delle spedizioni di viaggio in tutta l’Africa. African Trails permetteva di unirsi ad una spedizione di overland truck che partiva da Londra, arrivava a Città del Capo via west-coast e poi risaliva attraverso la east-coast fino ad Istanbul. Scelsi di fare metà del viaggio dalla estremo sud Africano, fino a Il Cairo (ma alla fine arrivai fino alla città Turca). 5 mesi on the road da agosto 2010 fino al gennaio 2011.

Lo stile di viaggio

Non sono un tipo da tour operator, ma sentivo il bisogno di essere guidato in un mondo che conoscevo poco anche se mi aveva appassionato fin da subito. Sono una persona che si adatta a qualsiasi condizione e le comodità in viaggio sono agli ultimi posti per importanza. Avevo bisogno di un avventura e trovai quello che stavo cercando. Si viaggiava con un camion (4×2), allestito per trasportare diversi viaggiatori. Avevamo le tende per dormire e i viaggiatori stessi si dovevano occupare dell’allestimento del campo serale, della cena e della colazione. Il pranzo era responsabilità di stessi ma tutto il resto era condiviso e organizzato all’interno di un budget. La compagnia metteva a disposizione una guida/autista, il mezzo di trasporto e l’esperienze precedenti per avere un itinerario di massima.

Si potevano modificare le tappe giornaliere e anche lasciare il camion per diversi giorni e organizzarsi in proprio dell’esplorazioni personali o in piccoli gruppi. A turnazione ci si occupava dell’approvvigionamento di cibo per tutti quanti e ci si trasformava in cuochi. Ci si poteva aggregare per la totalità della Trans-Africa o anche fare un tratto breve del lungo percorso. Questo portava ad un piccolo ricambio di persone con cui si viaggiava, ma mediamente siamo sempre rimasti dalle 10 alle 15 persone. Questo stile era abbastanza low-budget per il mio portafogli ed era anche stimolante e sfidante in quanto avrei conosciuto persone provenienti ad ogni parte del pianeta.

Era il giusto compromesso tra un qualcosa di organizzato e l’esperienza di libertà che stavo cercando. Avevo già avuto la fortuna di esplorare l’Africa (così come altre nazioni) in autonomia ma sempre con la presenza di qualche compagno o compagna di viaggio di mia conoscenza. Non mi sentivo ancora pronto per muovermi completamente da solo con i mezzi pubblici, quindi feci la scelta di affrontare questa esperienza con questo stile.

Esperienze TOP 10

  • Trekking Gorilla di Montagna (Uganda)
  • Mokoro Safari – Okavango Delta (Botswana)
  • South Luangwa National Park (Zambia)
  • Maasai Mara National Reserve (Kenya)
  • Serengeti & Ngorongoro Safari (Tanzania)
  • Western Desert & White Desert (Egypt)
  • Meroe Pyramids (Sudan)
  • Lalibela & Debre Damo (Ethiopia)
  • Palmira & Damasco (Syria)
  • Wadi Rum & Petra (Jordan)

Momenti indimenticabili TOP 10

  • Prendere la Dengue Fever
  • Piangere di felicità correndo nel deserto
  • Le sessioni fotografiche senza fine
  • Guasto al fuoristrada noleggiato nel Masai Mara
  • Lo sguardo dei gorilla
  • L’interrogatorio della Polizia per un furto nel camion
  • Il cielo stellato nel deserto
  • Le esplorazioni solitarie
  • I sorrisi di ogni singolo bambino incontrato
  • L’estrema sensazione di libertà assoluta
la mia Africa

Trans-Africa – L’esperienza di una vita

Viaggiare è senza dubbio un buon esercizio di crescita, ma questa esperienza per me è stata una full-immersion di emozioni, insegnamenti e incontri. Mi sono sentito rinato una seconda volta e ho sviluppato aspetti di me stesso che non erano ancora del tutto formati. E’ stata un opportunità infinita di confronto con culture molto diverse dalla mia, che mi hanno arricchito e permesso di vedere il mondo da un altra prospettiva. Ogni giorno di viaggio mi sono sentito inebriato dalla percezione di tutti i sensi, ogni paesaggio, ogni odore, sapore o rumore sembrava amplificato esponenzialmente. La sera mi addormentavo stordito dalla prepotente bellezza che sentivo intorno a me e nonostante la stanchezza fisica mi sentivo come un vulcano di felicità, pronto ad esplodere e ricoprire di sorrisi tutto quello che era intorno a me.

15 Nazioni visitate, 16.000 km percorsi, 148 giorni di viaggio.

Dal mio diario di viaggio:

Che cosa sono o cosa sono stati? Questa forse è la domanda più importante e più difficile al quale rispondere. Ho tante di quelle immagini e momenti nella mia mente che solo vederle scorrere nei miei pensieri mi fa venire il mal di testa. Situazioni incredibili, a volte al limite del surreale, qualche piccola difficoltà, veramente irrisoria davanti all’incredibile ed immensa sensazione di felicità che mi ha trasportato in tutto questo periodo. Per prima cosa, ho conosciute persone stupende, sono state la mia famiglia per tanto tempo e mi hanno accompagnato in questa avventura ogni giorno, ogni sera, ogni notte. Persone che inizialmente neanche capivo, la mia lingua era troppo diversa dalla loro e il mio inglese troppo scarso per stargli dietro. Ma a volte bastano i gesti e da i gesti si possono imparare le parole e cominciando ad imparare le parole si inizia a comunicare. Così ogni giorno ho scoperto parte di loro e della loro vita. Le loro motivazioni e i loro pensieri. Qualcuno mi rimarrà veramente nel cuore per tutta la vita, qualcun altro sarà stato un ottimo compagno di viaggio, ma indiscutibilmente sono stati la mia immensa famiglia africana. Poi ci sono i nostri figli e i nostri parenti: tutti quei bambini dallo sguardo di pietra che abbiamo osservato lungo il percorso. I loro giochi, i loro infiniti sorrisi, i loro benvenuti e i loro scherzi. I bambini infondo sono il futuro ed in un continente dove non fanno che morire la crudeltà ti fa capire che andando avanti così, non c’è futuro! Etnie diverse, uomini e donne di ogni tipo, religione, colore ed estrazione sociale. Il vecchio del villaggio, che ormai non vede più con i suoi occhi ma mostra a tutti la via con la sua esperienza e maturità. La donna seduta nella polvere ad allattare la sua vita, che con tanta dignità alza la sua mano per mostrare il suo saluto. Un pallone che rotola e dietro a lui centinaia di persone che lo rincorrono. Il pozzo dal quale si ricava l’acqua e ancora centinaia di persone a raccogliere l’unica cosa che a volte li tiene in vita. Le scassatissime macchine, i carri trainati da ogni tipo di animale e a volte da persone, le biciclette senza gomme, i tricicli dei mutilati, gli autobus locali e le migliaia di persone sempre in cammino verso chissà dove. Troveranno mai la via? Arriveranno dove vogliono arrivare? Troveranno quello che cercano? Non è importante finché resteranno in cammino. I colori intensi della natura, dal verde della vegetazione, al blu del mare profondo, il giallo della savana e della sabbia del deserto; il rosso delle rocce, di albe e tramonti. Il profumo della pioggia che si annuncia prima di veder le nuvole, gli odori per la strada, camminando nei villaggi. I terribili odori dei bagni africani e gli amabili profumi del nulla. La natura e i suoi profumi, le stagioni e i suoi profumi. Gli incredibili odori delle cucine. Il cibo e le sue spezie, le sue varietà e i suoi gusti. A volte forti e decisi, altre sottili e impercettibili. Gli animali, di ogni tipo, forma e grandezza. Il loro fascino, la loro forza e potenza, la loro fragilità e piccolezza. Poi ci sono i luoghi incredibili, le perle, i paradisi terrestri. Quei posti al quale non credi prima di vederli e ci credi ancora di meno una volta visti. I luoghi che ti fanno rimanere senza fiato. Le notti sotto le stelle, le notti a dormire all’aria aperta, le corse nel deserto, i discorsi intorno al fuoco. La mia tenda è stata la mia casa per molto tempo, a volte ho dormito senza di lei, a volte è stata circondata da animali pericolosi e sradicata dal vento. Mi ha protetto dal caldo e dal gelo, dalla pioggia, dalla neve e dalla sabbia. Ho riso di cuore, ho corso per la felicità, ho pianto di gioia, ho urlato per liberare ogni mia passione. Ho sofferto per la dengue, mi sono scavato la pelle con il mio stesso coltello per disinfettare ferite o punture. Ho giocato a calcio sulla spiaggia con i piedi sanguinanti da tagli e abrasioni. Ma alla fine di ognuna di queste giornate mi sono addormentato con il sorriso e felice di vivere. Mi sono addormentato ogni sera dopo pochi istanti che chiudevo la zip del mio sacco a pelo. Senza cattivi pensieri, senza preoccupazioni ma solamente ricco. La mia avventura africana è ricchezza! Ricchezza nella vista, nel tatto e nell’olfatto, ricchezza dopo aver ascoltato, ricchezza dopo aver assaggiato… Ricchezza dei sensi… ma anche ricchezza nel cuore e nell’anima, nelle sensazioni, passioni e sospiri. Mi sento ricco! Mi sento vivo! Mi sento vero! Mi sento parte del mio cammino, parte delle mie scelte e delle mie giornate. Vissute in libertà, a modo mio, scrivendo il mio futuro in ogni momento! Ho imparato tanto, molto di più di quanto può insegnare una maestra o un collega o un computer. Molto di può di quanto ci sa dire Dio. Ho imparato ad apprezzare tante cose a volte impercettibili ma che fanno la differenza. Che cosa sono o cosa sono stati? Libertà, la più grande ricchezza che un uomo può avere.