Queste sono le informazioni presenti sul sito Viaggiare Sicuri a cura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – Unità di Crisi:

Si raccomanda ai connazionali comunque presenti di esercitare la massima cautela, evitando assolutamente assembramenti di qualsiasi genere ed attenendosi scrupolosamente alle indicazioni delle Autorità locali. Sono vivamente sconsigliati gli spostamenti non essenziali in tutto il Paese, soprattutto nelle ore serali. È imperativo astenersi dallo scattare foto o registrare video, soprattutto in luoghi pubblici o in occasione di disordini, alla luce del concreto rischio di essere per questo fermati o tratti in arresto dalle forze dell’ordine. Per lo stesso motivo, è da evitare la pubblicazione dall’Iran di post sui social network.

E’ ancora sicuro viaggiare in Iran?

Ma cosa succede e soprattutto, dobbiamo depennare l’Iran dalla nostra lista dei desideri principale? Il cambio di vita che stiamo per affrontare, ci porterà a realizzare i nostri sogni di avventura e anche se da quando abbiamo iniziato l’allestimento, abbiamo capito che era inutile fare programmi in anticipo, l’Iran è sempre stato uno dei paesi che avremmo voluto scoprire il prima possibile. La situazione della guerra in Ucraina e le tensioni con la Russia ci hanno, sin da subito, fatto mettere da parte l’iniziale idea di cominciare il nostro percorso andando verso l’est Europa per poi raggiungere l’Asia Centrale. Così, tra di noi, è iniziata l’idea di usare una rotta un più a sud per raggiungere ugualmente la regione degli “Stan”. Avere modo di raggiungere la Turchia, visitare i paesi Caucasici per poi scoprire l’Iran e successivamente l’Arabia Saudita fino al raggiungimento dell’Asia Centrale.

Alessia Piperno

Alessio Piperno - Fulltimer Italiana arrestata il 28 settembre 2022

Expedition Earth Live

Expedition Earth Live - Influencer Neozelandesi rilasciati dopo 4 mesi

The Way Overland

The Way Overland - Australiani arrestati per aver fatto volare il drone

Le immagini rappresentano soltanto tre delle storie che abbiamo seguito negli ultimi 5 anni, ma i viaggiatori che sono incappati in problemi con la giustizia Iraniana, sono davvero numerosi. Anche mentre scrivo queste righe, la lista si allunga e ho appena scoperto che un ragazzo spagnolo che camminava dalla penisola Iberica fino al Qatar è sparito dai radar proprio appena entrato nel paese Persiano.

Purtroppo per tutti questi casi la storia sembra ripetersi con dettagli sempre più angoscianti. Viaggiatori singoli, coppie o piccoli gruppi, entrano nel paese perché attirati e incuriositi dalla cultura e dalle bellezze naturali di questa nazione poco conosciuta alla maggioranza. Complici le restrizioni all’uso di internet si da per scontato che gli aggiornamenti non arrivino o siano rari, ma alla fine ci si allarma perché non si hanno più loro notizie. Tipicamente quando vengono arrestati, con differenti motivazioni, non viene data loro la possibilità di chiamare qualcuno, per tanto le prime notizie che trapelano dalle famiglie sono solitamente legate alle mancate comunicazioni. Solo in fasi successive vengono confermati arresti o problemi similari, ma poi cade un silenzio tombale sulle notizie date pochi giorni prima.

Colpa loro o cosa?

Come capitato alla nostra connazionale Alessia, che dopo non aver dato più notizie di se, è riuscita in qualche modo a comunicare alla famiglia che era stata arrestata. Il padre, per smuovere l’opinione pubblica e cercare di spronare lo Stato a fare qualcosa, ha divulgato la notizia che rapidamente ha fatto il giro di tutte le case Italiane. Dopo qualche piccolo dettaglio in più sulla vicenda, sono spariti articoli e inchieste giornalistiche, con la non velata informazione che per riuscire a liberare Alessia Piperno, ci sarebbe stato bisogno del silenzio e probabilmente di qualche trattativa segreta. Chi la seguiva o chi la conosceva è sicuramente preoccupato dalla situazione e la speranza di tutti è che venga presto rilasciata dalla prigione in cui si trova e che possa finalmente tornare a casa dalla sua famiglia (per poi tornare a viaggiare in giro per il mondo).

Quello che noi viaggiatori ci domandiamo, al netto delle illazioni e speculazioni che fin troppo spesso siamo abituati ad ascoltare, è se questo tipo di casi possano essere evitati. Inizialmente, soprattutto seguendo i primi casi di qualche anno fa, ci eravamo convinti che ci fosse sempre un errore di fondo del viaggiatore e dei viaggiatori che finivano in queste storie. Dai ragazzi arrestati perché avevano fatto volare il loro drone in una zona militare, fino a presunti viaggiatori scambiati per spie internazionali. Ci siamo convinti del fatto che il rispetto delle leggi ed usanze del luogo che si visita, siano alla base delle norme di comportamento, ma sempre più spesso abbiamo la sensazione che le storie stiano diventando pretestuose e molto poco veritiere.

Probabilmente non avremo modo di scoprire la verità di nessuno di questi casi, ma al momento riteniamo che non sia il caso di sfidare la sorte e sia opportuno rimandare un possibile viaggio in Iran. Speriamo che il tempo porti un miglioramento delle condizioni di viaggio ma soprattutto per un popolo che soffre la mancanza di poter scegliere il proprio destino.