L’impatto ambientale (ecological footprint) è un argomento sempre più importante nelle discussioni giornaliere tra conoscenti e appassionati di natura e attività outdoor. Uno degli argomenti ricorrenti è certamente il mancato rispetto della natura da parte di alcuni, ma vi siete mai chiesti o domandati come incidono i vostri usi e costumi? Siete veramente sicuri che gli altri sporchino ed inquinino e voi no?

Noi questa domanda ce la poniamo spesso e altrettanto spesso mi trovo a fare ricerche o a studiare qualcosa sull’argomento ambiente. Una cosa certa è che le risposte esistono ma sono molto difficili da trovare e comprendere a pieno. La natura così come le attività dell’uomo sono tutte interconnesse e studiare le varie relazioni e dipendenze non è semplice e scontato. Esistono centinaia di siti e calcolatori dell’impronta ambientale ma ottenere un vero sguardo di insieme è complicatissimo. La variabili in gioco sono tantissime ma proveremo a trovare risposta ad una domanda:

E’ sostenibile viaggiare in stile overland? Stiamo facendo la scelta giusta per il nostro pianeta?

La risposta più semplice è ASSOLUTAMENTE SI, il cambiamento del nostro stile di vita ridurrà tantissimo le emissioni nocive per l’ambiente, nonostante molti criticano la scelta di usare un camion euro3. Ma la vera risposta è che dovremmo fare molto di più e che se la vita di città è altamente invasiva, il viaggio con auto/van/camper/aereo/nave è concettualmente quasi del tutto insostenibile. Ma approfondiamo l’argomento per capire veramente di cosa parliamo!

Comprendere i calcoli dell’impatto ambientale

Calcolare in modo perfetto quanto il nostro stile di vita sia deleterio per il pianeta , non è facile. Spesso si banalizza l’argomento e si guarda solo ad una faccia della medaglia. Un esempio molto semplice di questo approccio è il discorso relativo alle normative anti-inquinamento delle auto. Guardando genericamente alle singole emissioni di un mezzo a quattro ruote, è facile capire che un euro-0 è molto più nocivo di un euro-6. Ma cosa succede se analizziamo un mezzo inquinante con 20 anni di età usato da un unico proprietario e lo confrontiamo con una persona che acquista ogni 2 anni una nuova auto super moderna? Siamo sicuri che l’impatto ambientale del secondo individuo sia inferiore al primo? Io credo proprio di no!

Spesso vengono analizzati specifici settori o casi ma si evita di avere uno sguardo di insieme; questo perché è molto complicato interpolare diversi dati o a volte fa estremamente comodo. Per avviare un cambiamento completo sono certamente gli stati che devono cambiare il loro approccio rispetto ai settori industriali che maggiormente incidono sulle emissioni, perché nel dato dell’emissioni medie pro-capite oltre alle singole azioni degli individui ci sono tutte quelle emissioni che le varie produzioni del paese effettuano. Per essere più chiari: il metodo costruttivo delle case, l’approvvigionamento delle fonti energetiche, i metodi di trasporto delle merci e la tipologia e sostenibilità dei prodotti che acquistiamo, incidono molto di più di tante piccole azioni che ognuno di noi può fare nella vita quotidiana. Questo non toglie il fatto che ogni singola goccia d’acqua finisce per contribuire alla formazione di un oceano.

Per ottenere risultati bisogna creare il cambiamento, ma vediamo nel quotidiano cosa cambierà in seguito alla nostra scelta.

Suddivisione nostre aree di impatto ambientale (2018)

Tramite il Consumer Footprint Calculator abbiamo calcolato le aree che impattano maggiormente sul nostro stile di vita. I dati hanno rivelato immediatamente che sebbene fossimo poco propensi al consumismo e allo spreco quotidiano, i nostri due viaggi intercontinentali annuali vanificassero tutti gli sforzi fatti. Infatti il danno maggiore provocato dal nostro stile di vita (pre-pandemia) è quello arrecato dalla voce “mobilità”. Analizzando nel dettaglio, l’unico piacere che ci siamo concessi per anni e per il quale lavoravamo come formichine ogni giorno, era l’unico gesto che stava veramente distruggendo il pianeta.

Emissioni CO2 annuali (Pre-Covid vs Overland life)

Il grafico precedente permette di verificare la differenza di emissioni nella stima di confronto tra la nostra vita di città e quella overland. Si nota subito una netta riduzione della voce mobilità, in quanto il viaggio su ruote ha ridotto se non quasi del tutto annullato l’uso degli aerei. C’è un ulteriore miglioramento nella voci di riscaldamento ed energia per via dell’ottimizzazione degli spazi e delle tecnologie nella vita in camion, nell’alimentazione in quanto facciamo affidamento molto più di prima a materie prime locali e stagionali e infine anche la voce “altri consumi” è ulteriormente ridotta per via del fatto che vivendo in spazi ridotti non abbiamo modo di accumulare prodotti che non usiamo e che non sono funzionali alla nostra vita quotidiana.

Cambiare stile da una vita di città, vivendo in un palazzo del 1978 (poco efficiente), facendo 25.000km l’anno con l’auto per andare a lavoro, due viaggi intercontinentali e uno in Europa, con una dieta basata su prodotti industriali, ci ha permesso di andare a impattare il 90% delle nostre emissioni annuali di CO2. Questo non vuol dire averle azzerate ma sicuramente ridotte a tal punto che nonostante viaggiamo con un camion diesel euro3, salvaguarderemo il pianeta molto più di prima.

Di |2022-10-11T13:46:59+01:00Ottobre 9, 2022|Articoli Tecnici, Blog|0 Commenti

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